IL MURO HA UN SUONO • 2011

Il muro ha un suono è una installazione ambientale allestita nell’impegnativo spazio espositivo di 750 mq circa del Palazzo Reale di Palermo. Una personale in cui l’artista realizza un percorso elaborato di “muri” su cui applica la sua tecnica degli spari ormai divenuta la sua firma, trasformando lo spazio in un «[...] luogo di riflessione in cui lo spettatore è invitato [...] a pensare alle paure e alle tensioni esistenti, alle differenze culturali tra civiltà e gruppi di appartenenza in cui i conflitti sono costanti e pressanti. Pannelli [...] perforati da proiettili di vari calibri, Magnum, piombini, Lupara. [...] “muro” inteso come barriera umana o mentale, preclusione, carcerazione o difesa.» Testo di Martina Cavallarin tratto dal catalogo della mostra

«Gli uomini sono fragili come muri colpiti da proiettili, rimangono a volte in piedi ma cambiano, portano segni pesanti... resistono. Quelli di Vincent sono i muri della vita che raccontano la storia degli uomini che l’hanno vissuta. Muri [...] segnati dalle raffiche dei proiettili che vi hanno inciso il loro alfabeto. Restano lì a ricordare che tra quel muro e chi sparava probabilmente sono state interrotte delle vite». Testo di Michele Premoli Silva curatore del progetto spositivo


Il muro ha un suono (The wall has a sound) is an environmental installation set up in the demanding exhibition space of 750 square meters of the Royal Palace of Palermo. A solo exhibition in which the artist creates a path drawn by the "walls" on which he applies his technique of gunfire which has become his signature, transforming the space into a "[...] a place of reflection in which the viewer is invited [...] to think about the fears and tensions, the cultural differences between civilizations and groups in which conflicts are constant and pressing. Panels [...] perforated by bullets of various calibers, Magnum, sinkers, shotgun, [...] "wall" as the human or mental barrier, foreclosure, imprisonment or defense". Text by Martina Cavallarin from the catalog of the exhibition

"Men are like fragile walls hit by bullets, remain standing but sometimes change, they bear their marks but ... resist. Those of Vincent are the walls of life that tell the story of the men who lived it. Walls [...] marked by bursts of bullets that have carved their alphabet. They remain there to remind you that, between the wall and those who were shooting, probably some lives have been interrupted". Text by Michele Premoli Silva, curator of the exhibition project.