CAMERARDENTE • 2013

Progetto itinerante: Torino, Milano, Vajont, Bologna, Napoli-Scampia, Lampedusa, Palermo, Taranto, Lecce, L’Aquila, Assisi, Roma-Montecitorio, Roma- Città del Vaticano

                               TUTTE LE TAPPE DEL PROGETTO, LUOGO PER LUOGO: http://camerardente.overblog.com/                              

CAMERA ARDENTE. Contro ogni pena di morte è l’opera che completa la prima fase del progetto di Bios Vincent contro la pena di morte iniziata con la performance “Il suono del silenzio” a Trapani nel 2010, dove esordisce la maschera di Pinocchio, la performance “Spari", Poligono di tiro, Tirano nel 2011, i muri fucilati.

La pena di morte, abolita in Italia e in molti altri paesi, è ancora prevista dalla legislazione di alcuni Stati come in alcuni Paesi degli Stati Uniti d’America, in Cina, in Iran, in Afghanistan, ma Bios Vincent sottolinea nel titolo “contro ogni pena di morte”. La premessa dell’artista infatti, è chiara ed univoca:

«Chiunque sia in conflitto con il sistema sociale rappresenta un condannato a morte. La pena capitale assume oggi forme e travestimenti sempre diversi, celandosi nel silenzio e nell’abbandono, così come nelle catastrofi ambientali o nelle grandi tragedie criminali e politiche (la mafia, i regimi totalitari, gli stermini di massa,...).»

La sentenza di condanna a morte viene emessa dall’indifferenza con cui si accoglie il disagio, o dalla amoralità con cui lo si canalizza abilmente verso sbocchi violenti o criminali.

Il progetto di Bios Vincent vede la costruzione di una camera ardente composta da bare in legno di pino, ognuna delle quali contiene un crocefisso “giustiziato” (a colpi di fucile), realizzato in marmo dipinto di rosso, che rappresenta il sacrificio di un Uomo, la condanna a morte di un Innocente, l’impotenza di fronte alla violenza cieca della sopraffazione. Così come le bare simboleggiano altrettanti momenti di violenza perpetrata dagli esseri umani su altri esseri umani.

Lungo il suo viaggio l’artista chiede la partecipazione degli uomini e delle donne che incontra affinchè contribuiscano a completare l’opera. Insieme visitano i luoghi della sofferenza, si offrono allo sguardo della gente, espongono i loro corpi e le loro anime ferite. Una sorta di Via Crucis che attraversa i luoghi simbolici della sofferenza: dal Vajont alla stazione di Bologna, da L’Aquila fino a Lampedusa. Gli spettatori, divenuti attori, sono invitati a imprimere un messaggio, un pensiero, un sogno sul legno delle bare, trasformandole così in una teca della memoria e della speranza.

Dopo aver percorso 13 tappe italiane, Camerardente vuole adesso portare il suo messaggio nel mondo pianificando un percorso che va dal Santuario di Santiago di Compostela al World Trade Center di New York.


CAMERARDENTE. Against every Death Penalty

Traveling project: Turin, Milan, Vajont, Bologna, Naples-Scampia, Lampedusa, Palermo, Taranto, Lecce, L'Aquila, Assisi, Rome-Montecitorio, Rome-Vatican City. 2013

CAMERARDENTE. Against every Death Penalty is the conclusion of the first phase of the project of Bios Vincent against the death penalty which began with the performance “Il suono del silenzio” ("The Sound of Silence") in Trapani in 2010, where the mask of Pinocchio debuted, the performance “Spari” ("Shooting"), Shooting Range, Tirano in 2011.

The death penalty, although has been abolished in Italy and in many other countries, is still practiced in some, as happens in the United States of America, China, Iran and Afghanistan but Bios Vincent stands against in an points it up in the title: "against the death penalty." The premise of the artist in fact, is clear and unambiguous: «Anyone who is in conflict with the social system represents the sentenced to death because, beyond its application in the literal sense, the death penalty takes always different forms and disguises today, hiding in silence and in abandonment, as well as in environmental disasters or in the big criminal and political tragedies (the Mafia, totalitarian regimes, the mass killings, ...).» The sentence of death is issued by the indifference with which the discomfort is treated or by the amorality with which it is skillfully channeled towards violent outlets or criminals.

The project of Bios Vincent sees the construction of a mortuary that consists of coffins made of pine, each of which contains a crucifix 'executed' (hit by a rifle), made of marble and painted red, which represents the sacrifice of a Man, the death sentence of an Innocent, the impotence in front of the blind violence of the abuse. The coffins, however, symbolize many moments of violence perpetrated by human beings on other human beings. Along his journey to the definition of the work, the artist calls for the participation of men and women he meets. Together they visit the places of suffering, offer themselves to the look of the people, expose their wounded bodies. It is a sort of a Way of the Cross that passes through the symbolic places of suffering: from Vajont to the Bologna train station, from L'Aquila to Lampedusa. The spectators have become actors, are invited to give a message, a thought, a dream on the wood of the coffins, transforming it into a reliquary of memory and hope.

After travelling the 13 Italian stages, Camerardente now wants to bring its message to the world, planning a route that goes from the Sanctuary of Santiago de Compostela to the World Trade Center in New York.

RS Camerardente - marzo 2013.pdf